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Published on 6 Marzo 2024 Modificato il 4 Marzo 2024
Contributors
  • il team Relyens
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Acquisizione del consenso informato, il caso studio di Bolzano

Acquisire il consenso informato prima di sottoporsi ad una procedura più o meno invasiva non è solo un adempimento di legge ma si rivela fondamentale dal punto di vista etico e deontologico.

Strumento di tutela per il paziente – che in questo modo può prepararsi al meglio accrescendo la consapevolezza e la conoscenza pre-intervento – lo è anche per la struttura sanitaria, che mantiene quindi il tracciamento di ogni step proteggendosi da possibili reclami successivi.

Un sistema innovativo adottato dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige permette di far consultare al paziente tutti i materiali informativi, per poter vivere l’esperienza pre operatoria con più consapevolezza e precisione. Ne abbiamo parlato insieme al dottor Oliver Neeb, Risk Manager dell’Azienda Sanitaria Alto Adige.

Acquisizione del consenso informato, la procedura dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige

Attraverso tale documento si esplicitano le procedure e i rischi, e si richiedono al paziente molte informazioni fondamentali per erogare le cure in sicurezza.

Può accadere, infatti, che la raccolta di informazioni determinanti in fase di anamnesi possa non essere completa, anche a causa dello stato emotivo del paziente, che può rendere impreciso l’intero processo. Per questo, l’innovazione portata avanti dalla dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige si rivela una best practice importante – che si trova ancora in una fase di test – attraverso un portale online, infatti, il paziente può completare tutti i campi e leggere i documenti da remoto o in presenza del medico curante, senza alcun tipo di stress. Di contro, la struttura può contare su una tracciabilità oggettiva delle comunicazioni, mettendosi al riparo da eventuali reclami.

In cosa consiste la procedura

Da più di venti anni, la casa editrice Thieme mette a disposizione il software denominato E-consent, che permette alle strutture abbonate di accedere a un catalogo di oltre 2000 schede informative e documenti di acquisizione del consenso informato per tutte le discipline, la maggior parte già disponibili in più lingue oltre all’italiano e al tedesco.

“È un archivio in continua evoluzione – spiega il dottor Oliver Neeb – il cui utilizzo è semplice e intuitivo. I medici infatti possono, selezionare la disciplina di interesse e accedere al catalogo delle schede informative relative alle procedure per le quali è previsto l’acquisizione del consenso”.

Il documento quindi può essere stampato, compilato e firmato a mano o in futuro inviato al paziente tramite link. “Il paziente potrà quindi visionare l’informativa e compilare digitalmente il consenso informato dal comfort della propria abitazione – spiega ancora Neeb. Nei casi in cui non sia possibile l’invio del link, ad esempio per i pazienti affetti da determinate patologie che possono avere difficoltà a leggere e/o comprendere i contenuti da soli, è possibile fornire un tablet negli ambulatori o nei reparti dell’azienda in modo che il paziente possa compilare insieme ad un accompagnatore o in presenza del medico”.

La firma del consenso avviene con firma grafometrica, in ottemperanza ai criteri di privacy e sicurezza. Il consenso acquisito digitalmente potrà essere salvato nel repository aziendale e alimentare il fascicolo sanitario elettronico (FSE) del paziente.

Vediamo quali sono i punti principali su cui si basa questo metodo di raccolta.

Tracciabilità a norma di legge: la normativa sull’acquisizione del consenso informato

Nel diario clinico risulta la data del rilascio, della revisione e dell’approvazione, oltre che di invio, salvataggio, firma e download. Questo perché lo strumento è pensato anche per supportare le strutture ospedaliere nel tracciamento del complesso processo di acquisizione del consenso informato, definito e disciplinato nel nostro Paese dalla Legge 219/17 (contenente le “norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” che stabilisce obblighi e doveri di tutti e tre gli attori coinvolti negli aspetti procedurali, ovvero pazienti, équipe medica e struttura sanitaria).

“In questo modo la struttura sanitaria ha sempre un documento che può tutelarla e a cui appellarsi in caso di reclami o richieste di risarcimento – conferma il dott. Neeb – utilizzando un linguaggio chiaro, e dove possibile il supporto di video e immagini, la struttura può adempiere agli obblighi di legge con pochi click e nella certezza di operare in sicurezza”.

Personalizzazione

Un archivio ricco e soprattutto non statico: “Gli operatori possono intervenire personalizzando la scheda informativa, in modo da spiegare nel miglior dettaglio possibile l’intervento al paziente” ma è possibile anche adattare i documenti in base alle normative vigenti nazionali.

“I documenti fanno riferimento agli standard normativi e legislativi europei chiaramente – continua il dottor Neeb. Ma vi sono delle discipline che, invece, obbediscono a normative nazionali, come ad esempio l’interruzione volontaria di gravidanza o il consenso alla trasfusione. In questi casi, è possibile inviare un alert alla casa editrice con la segnalazione: in questo modo sarà la stessa, sotto supervisione delle strutture coinvolte, a adattare il documento”.

Costruzione di un rapporto di fiducia

Un sistema che rende il processo più veloce e preciso, ma soprattutto crea un ponte di dialogo tracciabile tra medico e paziente: nel documento è prevista anche una sezione di domande aperte per esprimere preoccupazioni o dubbi, che può essere rivista insieme al medico sia di persona che tramite l’invio di materiale aggiuntivo. Inoltre, la possibilità di poter tornare sul documento permette al paziente di reperire informazioni che possono non essere in sua disponibilità sul momento ma che si rivelano utili, se non fondamentali, per la fase di anamnesi.

“Il paziente, in questo modo, percepisce di essere seguito in ogni passo e mai abbandonato – conferma il dottor Neeb – e di fatto la firma del consenso informato non è altro che la formalizzazione della fase informativa in un rapporto di fiducia instaurato tra i soggetti coinvolti”.

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