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Risk Management e prevenzione Intervista
Published on 24 Ottobre 2023 Modificato il 9 Gennaio 2024
Contributors
  • il team Relyens
Time to read: 4 minutes

Un’enciclopedia per il management sanitario: Relyens sottolinea l’importanza della gestione del rischio

Costruire un sistema integrato di gestione del rischio che coinvolga l’ecosistema sanitario nel suo complesso è uno degli obiettivi strategici di settore più sfidanti. Per questo, iniziative di sensibilizzazione, di formazione e di informazione rivestono un ruolo fondamentale. È in questa ottica che si inserisce la nuova edizione della “Elgar Encyclopedia of Healthcare Management“, la quale offre uno sguardo ampio sulla gestione all’interno di un settore in continua evoluzione.

Coordinata dal professor Federico Lega, l’edizione corrente ha visto il coinvolgimento di Francesca Montesi Righetti, Risk manager di Relyens in Italia, che abbiamo intervistato per approfondire il tema e in particolare la stesura del capitolo “Quality and risk manager”.

Perché una enciclopedia sull’healthcare management?

L’enciclopedia realizza l’ambizioso intento di racchiudere in un unico luogo tutte le tematiche che ruotano intorno alla gestione delle strutture sanitarie. L’Healthcare Management ha al suo interno aspetti specifici, come la gestione del rischio di cui mi occupo, ma anche altri argomenti relativi alla gestione sanitaria. Ne sono un esempio l’evoluzione dell’industria farmaceutica e della ricerca, player e ruoli fondanti nella attività sanitaria, la gestione di investimenti e innovazione, così come di fondi.

Nello specifico lei si è occupata del capitolo qualità e risk manager: quali sono i principi che ha ritenuto fondamentale esporre sul tema?

Il principio alla base dell’enciclopedia è proprio quello di fornire gli elementi necessari alla comprensione delle attività e del fenomeno. Per questo, ho curato la stesura di un vero e proprio excursus sui principali modelli di riferimento per la qualità e per la gestione del rischio.

Questi due aspetti riescono a integrarsi realmente?

Al netto di casi positivi e che fungono da best practice per l’intero ecosistema sanitario, è necessario compiere un passo in più affinché questa integrazione diventi la prassi di base. A partire proprio dalla pratica quotidiana, dove i sistemi di gestione del rischio e qualità devono essere necessariamente due sistemi integrati, non solo fra di loro ma anche con tutti gli altri, trattandosi di processi che governano l’organizzazione.

Ha parlato anche del modello “Enterprise risk management”

È un nuovo approccio che, mutuato da altri settori produttivi, trova sempre maggiore applicazione anche in quello sanitario. Questo perché ne eredita il meccanismo di “combinazione dei tasselli”. Ciò in sanità si traduce non solo in una collaborazione costante delle figure, ma anche nella formazione di queste. Lavorare a stretto contatto permette di creare una cultura del rischio condivisa e comune, non più settorializzata a solo alcune tipologie di rischio o, ancor più, di interesse solo per alcune figure specifiche.
La stessa indicazione che abbiamo ricevuto noi contributors dell’Enciclopedia. L’obiettivo, infatti, era quello di creare un fil rouge condiviso che permettesse una analisi complessiva e completa, e non una sequenza di contributi indipendenti e separati l’uno dall’altro.

Al netto della costruzione di una cultura condivisa, quali sono le azioni che potrebbero favorire lo sviluppo di questo sistema integrato?

Sicuramente la tecnologia è lo strumento principe. Si tratta non solo di un facilitatore, ma anche di un automatizzatore di collaborazione. Questo perché da un lato alleggerisce il personale, spesso in numero non sufficiente, dall’altro facilita la collaborazione. Pensiamo alla ricostruzione delle cause di un eventuale evento indesiderato: disponendo di una documentazione sanitaria informatizzata è possibile risalire a tutti i passaggi avvenuti ottimizzando i tempi. Questo coinciderà con una elevata affidabilità del dato e con una reportistica attendibile.
In generale, permette l’accesso ad una base dati che può essere analizzata e utilizzata come strumento di miglioramento. Inoltre, può costruire degli indicatori specifici che sistematicamente vengono monitorati e che permettono di stabilire obiettivi precisi, anche in termini di gestione dei rischi.

Quali vantaggi può apportare un approccio integrato all’healtcare management?

I modelli di cooperazione e integrazione traggono giovamento da ogni punto di vista. Permettono un continuo monitoraggio del paziente e una migliore gestione dei posti letto. Non solo, permettono la ricostruzione delle cause degli eventi avversi, coinvolgendo anche la cybersicurezza. Per tutte queste ragioni tali modelli devono essere di interesse prioritario per le strutture sanitarie.
Alla luce anche del confronto con gli altri contributor dell’enciclopedia, posso affermare che la direzione del nostro sistema sanitario si sta muovendo verso modelli di interazione tra figure differenti e settori che prima rimanevano isolati alle specifiche attività. Oggi i risk manager devono collaborare con gli operatori sanitari – anche territoriali – tanto quanto con i dirigenti, e viceversa.
La gestione dei rischi deve andare di pari passo con tutti gli altri processi aziendali. L’obiettivo delle strutture sanitarie, infatti, è quello di soddisfare le esigenze di cura del paziente, gestendo il suo percorso in sicurezza e con qualità.

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