
Approfondire i modelli più efficienti di risk management sanitario, migliorando le sinergie tra tutti gli attori del sistema e calibrando le soluzioni più adatte in ragione dell’evoluzione normativa, a quasi dieci anni dalla approvazione della legge Gelli-Bianco. In quest’ottica il gruppo Relyens, realtà mutualistica europea di riferimento nei settori dell’assicurazione e della gestione dei rischi in sanità, ha annunciato il rinnovo della convenzione con l’Università di Firenze e una nuova intesa con l’Università degli Studi internazionali di Roma (Unint). La notizia è giunta nel corso dell’evento “Gestione del rischio sanitario tra responsabilità e assicurazione: esperienze applicative e scenari evolutivi“, che si è svolto ieri proprio nell’Aula Magna di Unint. Il confronto con gli stakeholder condurrà tra l’altro al prossimo lancio di un nuovo studio Relyens sulle Ica (Infezioni correlate all’assistenza) e sull’antibiotico-resistenza.
“Aspettare l’evento avverso significa aver già perso la partita: è indispensabile investire nel contenimento del rischio che, pur non potendo essere azzerato, può essere affrontato attraverso una maggiore consapevolezza. L’assicurazione non deve essere vista come un mero strumento di trasferimento economico del rischio, ma come un percorso condiviso in cui conoscenza e gestione viaggiano insieme”,
ha spiegato Adriana Modaudo, Direttrice Esecutiva di Relyens in Italia. Poi ha aggiunto:
“Quando si parla di gestione del rischio a 360 gradi non è possibile agire da soli: serve la collaborazione sinergica di tutti gli attori. Fintanto che non si intraprende un percorso comune, interventi normativi come la legge Gelli rischiano di rimanere privi di una reale applicazione pratica”.
Durante la giornata è stato fatto un focus sul percorso della Regione Lazio, che ha realizzato un progetto basato sulla mappatura della gestione del rischio nelle diverse strutture.



